Dimensioni: 55 x 34 x 55 cm
Firma: firmato e descritto sulla cassa dell’autore: 1) all’esterno: istruzioni di sicurezza, firma dell’autore: JAN / BER / DYSZ / AK / POZNAŃ AUGUSTOWSKA / 17 / TRASPARENTE VIII CON LINEA / 1972-75 / VETRO, ACCIAIO CROMATO / 55 x 34 x 55; 2) all’interno: istruzioni di montaggio / TRASPARENTE VIIIc / CON LINEA / 1972-75 / 55 x 34 x 55 / JAN / BER / DYSZ / AK
Provenienza
Varsavia, collezione privata.
Esposto
Toruń, «Segni del tempo». Centro d’Arte Contemporanea, «La densità dell’ombra. Tra luce e oscurità», 30.03-13.05.2012. Katowice, Museo della Slesia a Katowice, «Jan Berdyszak. Retrospettiva di «Problemi scelti» dal 1962 al 1995, aprile-maggio 1996.
Riprodotto
Dudzik S., Pioggia, caldo, sogni…, ed. Padri Pallottini della Provincia di Cristo Re, Varsavia 2022, p. 26. Smolińska M., La densità dell’ombra. Tra luce e oscurità [catalogo della mostra], ed. Centro d’Arte Contemporanea Znaki Czasu, Toruń 2012, p. 46. Jan Berdyszak. Retrospettiva su alcuni temi selezionati dal 1962 al 1995, Museo della Slesia a Katowice, Galleria BWA, Katowice 1996, p. 72.
Trasparenza, traslucenza – così si potrebbe descrivere la scultura in questione, se non fosse per l’acciaio che trafigge il vetro. Questo elemento scuro attraversa la forma da parte a parte, diventandone parte integrante. Ci si può chiedere se si tratti di un’allegoria del disordine del mondo o dell’irruere di un nuovo ordine nelle nostre vite. Una cosa è certa: l’artista ci pone qui una domanda. Analizzando valori fondamentali dell’arte quali l’estetica o la bellezza della materia, egli manifesta un nuovo valore: quello metafisico.
Negli anni ’70 nascono serie di opere in cui l’artista esplora diversi tipi di spazio. Berdyszak osserva, verifica le possibilità realizzative, cerca di estrarre dalla materia ciò che per essa è più importante. In questo caso, il vetro diventa oggetto di discussione. Il materiale principale è quindi qualcosa che di solito non interferisce in alcun modo con lo spazio dal punto di vista visivo, ma con esso interagisce. Questa fusione con lo spazio viene stroncata dal metallo, una materia dura che elimina la trasparenza dell’insieme. La purezza viene così violata e modificata in modo permanente.





