Dimensioni: 40 x 29 cm
firmato e datato in basso: «M. Bańkowska '25»
firmato, datato e descritto sul retro: «Skała 2025 | Małgorzata Bańkowska | disegno a inchiostro su carta | grammatura 240, dimensioni 29 x 40»
Condizioni di conservazione
opera incorniciata
Biografia
Małgorzata Bańkowska è nata nel 1976 a Milanówek. Fin dalla nascita è stata legata a Brwinów e Podkowa Leśna, vivendo al confine tra queste due pittoresche località. È qui che, ancora da bambina, ha iniziato a creare, ed è qui che ha tenuto le sue prime mostre, quando ancora portava il cognome da nubile.
Il matrimonio nel 2006 ha segnato grandi cambiamenti nella vita di Małgorzata. Si è trasferita definitivamente a Varsavia, dove vive e lavora ancora oggi, e ha assunto il cognome del marito. È l’inizio di un’esplosione artistica, amplificata dal periodo della gravidanza e dalla nascita del figlio Jacek nel 2008.
In questo periodo, nelle opere di Małgorzata predominano l’erotismo e il feticismo, intrecciati con motivi militari, biomeccanici e di fallimento medico. È proprio allora che nasce la vastissima collezione di disegni «Czerwona Galeria». Le opere di questo periodo raffigurano principalmente donne. La donna-macchina, la donna bella anche senza mani e gambe, è sempre molto utile e creativa. Un mondo psichedelico e un po’ smarrito, pieno di bambole.
Małgorzata è un’artista interdisciplinare, ma le direzioni più importanti della sua produzione sono la pittura e il disegno. Il surrealismo è lo stile principale in cui si muove, spesso ricco di simbolismo storico, mitico o religioso.
Una panoramica dei dipinti e dei disegni, insieme agli anni in cui sono stati realizzati, ci mostra l’evoluzione dello stile in cui l’artista si muove. L’evoluzione è visibile anche nei temi trattati e nell’attingere da altri stili, combinandoli tra loro. Abbiamo qui uno spettro che va dall’oscurità minimalista e dalle misteriose figure monumentali al barocco ricco di oro e sfarzo, talvolta combinato con elementi di pop art. Si tratta anche di una panoramica delle emozioni e degli stati d’animo che determinano il percorso creativo dell’artista.
Małgorzata è un’artista in continua ricerca, che svolge al contempo un duro lavoro intellettuale. È qui che inizia, in realtà, il processo creativo. È costantemente alla ricerca di nuove ispirazioni e nuovi temi. Ciò ha portato a un’evoluzione della sua produzione artistica. Nelle sue opere continuano a comparire figure femminili. Tuttavia, i lavori si sono evoluti verso un surrealismo distopico e la fantasia post-apocalittica. Nei dipinti hanno cominciato ad apparire figure maschili in una versione molto cupa. Storia, potere, dominio, guerra, apocalisse: tutto questo si intreccia nei dipinti di Małgorzata. Di recente sono comparsi anche elementi di pop art. Anche il formato dei dipinti si è evoluto: sono decisamente più grandi rispetto ai precedenti.
Si tratta di un surrealismo ponderato, ricco di dettagli, ma privo di simboli superflui che non apportino nulla al tema. Osservando le opere dell’artista, ci sembra che in questo gioco con l’ordine logico ogni cosa abbia un significato e un senso, offrendo al contempo un ampio spettro di interpretazioni.
Il processo inizia da un unico pensiero, da un impulso. L’artista crea allora nella sua mente uno «schizzo di pensiero», che si trasforma in decine di appunti meticolosamente annotati. Questo schizzo mentale si evolve, mentre gli appunti scritti fungono da guida. In linea di massima non realizza bozzetti preliminari dei suoi quadri, ma parte subito dalla sottoverniciatura; segue poi quello che, secondo lei, è il processo più importante: la creazione del cosiddetto «nucleo» dell’opera e la ricerca dell’inquadratura giusta. Una buona inquadratura e una composizione adeguata rappresentano già almeno il trenta per cento del successo.
Successivamente trasferisce la visione dalla mente e dagli appunti direttamente sulla tela. Si tratta di un processo in cui l’idea continua a evolversi e la visione del quadro matura durante la creazione. Anche in una fase molto avanzata del processo creativo, quando il quadro sembra ormai pronto, l’artista è in grado di apportare modifiche significative per raggiungere la piena simbiosi tra colori e composizione.
L’ultima fase consiste nel rifinire il quadro nei dettagli, che l’artista definisce «i gioielli del quadro». Si tratta di una fase molto meticolosa e laboriosa, al termine della quale non resta che firmare l’opera e proteggerla con la vernice.
Non dipinge mai concentrandosi su un’unica opera. Realizza contemporaneamente due o tre quadri. La scelta di quale affrontare dipende da fattori banali come l’umore, le emozioni che la agitano, il tempo o la musica che sta ascoltando in quel momento.
L’artista descrive la sua pittura come un viaggio incessante nei propri pensieri e nella propria vita. È un percorso che ispira. La sua immaginazione rigogliosa e sfrenata è da tempo un dono, una via di fuga da ciò che è negativo e spiacevole.
Le viene naturale perdersi nel processo creativo e isolarsi dalla realtà e dal dolore. Małgosia soffre di una malattia reumatica cronica dall’età di 22 anni. La malattia è diventata uno dei motori della sua produzione artistica. Questo rifugio nell’arte è per lei una sorta di terapia e di fuga dal dolore. In alcuni dei suoi dipinti si può cogliere la specificità delle malattie croniche. La malattia complica l’esistenza, il funzionamento dell’organismo e ha un enorme impatto sulla nostra psiche. In Małgosia si è sviluppata una vera e propria fame di creazione. Anzi, un modo per uccidere il dolore e il disagio attraverso la creazione.
Per questo non ama parlare dei propri quadri: per lei è importante il mistero, il dialogo che l’immagine instaura con l’immaginazione dello spettatore, poiché, in fondo, l’autore instaura un dialogo attraverso l’arte. Ritiene che quel «qualcosa» non possa essere descritto né definito. Se fosse possibile usare il linguaggio, l’arte non sarebbe necessaria. Ognuno deve rapportarsi da sé a ciò che vede. È un tentativo di cogliere l’inafferrabile. Creare un’altra realtà, cercare simbolismi e contenuti non diretti significa libertà e indipendenza.
Un momento caratteristico nella produzione artistica di Małgorzata è il periodo della pandemia, quando, in una sorta di opposizione agli stati d’animo dominanti e in avanguardia rispetto alle sue opere precedenti, nei suoi quadri sono comparsi colori molto intensi, l’oro e un messaggio positivo, a volte addirittura grottesco. È nata così un’intera serie di quadri in stile pop-art, molto espressivi, dipinti d’impulso, senza progetti preliminari, appunti o riflessioni. Le emozioni positive in quel periodo così opprimente sono state un balsamo anche per gli altri: su oltre 20 opere, la maggior parte è stata venduta ancora durante la pandemia.
Attualmente l’artista, dopo una lunga pausa, è tornata al disegno, ma gli strumenti che utilizza sono cambiati. Questa volta si tratta di pennini e inchiostro da disegno.
«Il disegno con l’inchiostro nero da disegno è per me un’esperienza creativa del tutto nuova, uno strumento nuovo. Cerco soprattutto la forma, la macchia, e non mi soffermo affatto sul contenuto o sui dettagli. È un impulso, un momento, i primi pensieri. L’espressione della forma pura.»
Nel corso dell’anno sono state realizzate circa 200 opere raccolte in quattro quaderni. Si tratta di un periodo molto prolifico, simile a quello in cui è nata la «Galleria Rossa» nel 2008.
Per molti anni le opere di Małgorzata sono state vendute direttamente o tramite gallerie. Sono finite nelle mani di collezionisti in tre continenti: si trovano in Asia, Europa e Nord America. La più grande collezione privata di opere di Małgorzata si trova in Cina.
Gli ultimi anni hanno finalmente portato una ripresa del mercato dell’arte polacco, aprendo nuove opportunità di vendita sul mercato nazionale. Da un anno le opere di Małgorzata sono disponibili alle aste, principalmente presso la casa d’aste DESA Unicum.
Le opere di Małgorzata sono state esposte in sedici mostre personali e sei mostre collettive.





