meccanismo: ottone, acciaio; campanello: bronzo; cassa: ottone parzialmente argentato; fusione, cesellatura, argentatura, intaglio, incisione; 8,3 x 8,5 x 8,5 cm; quadrante: 5,6 x 5,6 cm; anello numerico: diametro 6,1 cm, larghezza 2,1 cm; campanello: diametro 5,9 cm;
firmato sulla piastra inferiore: «JACOB LICHTY CRACOVIAE»
Jacob (Jacobus, Jakub) Lichty, Cracovia, 1760 circa.
Orologio a piastrelle con due lancette, in cassa quadrangolare, poggiata su quattro piedini a voluta, contenente un meccanismo con scheletro a due piastre, azionato a molla, che batte le ore. La cassa dell’orologio è in ottone, con cornici superiore e inferiore bordate a onde, concave-convesse e profilate a gradini, lisce; le pareti laterali presentano finestrelle ovali incorniciate da cornici a forma di semicilindro dal profilo irregolare, decorate agli angoli da mascheroni, originariamente argentati. Coperchio inferiore con campanellino. Quadrante con anello argentato sovrapposto, con cifre romane per le ore, scala dei minuti e scala araba dei minuti, decorato agli angoli con un viticcio di acanto inciso e una palmetta stilizzata e rappresentata in modo schematico, mentre nel campo centrale è presente un ornamento a viticcio vegetale con motivo a trifoglio. Ruota delle ore non originale, montata su rivetti. Lancette in acciaio ossidato; quella delle ore termina con un fiore a volute, quella dei minuti è a forma di fuso con punta separata. Meccanismo con telaio in ottone, con piastre quadrate unite da quattro pilastri a sezione circolare, decorati con semicilindri. Trasmissione del movimento con vite senza fine di compensazione e catena di Gall. Scappamento a perno con regolatore a bilanciere. Suoneria delle ore con sistema a pettine. Tamburo della suoneria decorato con incisioni geometriche. Piastra inferiore con cocca di tipo inglese, con decorazione traforata incisa sovrapposta raffigurante l’aquila araldica polacca, con maschera di leone incisa alla base e piedino triangolare decorato con volute fogliate traforate. Accanto al pomello, un dischetto argentato del regolatore della molla con scala (I-VI) e cursore di regolazione decorato con un serpente. Due martelletti con manici in acciaio e teste argentate e incise a forma di pesci stilizzati, azionati da un unico martinetto.
Stato di conservazione: tracce residue di argentatura; ruota delle ore non originale; orologio sottoposto a restauro e integrazioni.
L’orologio si inserisce nello stile in voga nell’orologeria polacca dal 1750 circa fino agli anni ’70 del XVIII secolo, che prediligeva piedini a voluta e una cornice profilata dal bordo irregolare che circondava la cassa quadrangolare.
Tipiche dei prodotti di Lichte, le maschere a mascherone che decorano i bordi delle pareti laterali (orologio del 1757, Museo Distrettuale di Tarnów [cfr. Tempus tene 2000, p. 114, n. V.8] e l’orologio conservato presso il Museo Storico della Città di Cracovia, datato al 1757 circa sulla base di decorazioni analoghe a quelle dell’orologio di Tarnów [cfr. Błażewska 2019, p. 656], si trovano, tra l’altro, sul «kaflak» dell’orologiaio di Lublino Marek (Marcus) Mayer, datato da Siedlecka, in modo eccessivamente precoce, al secondo quarto del XVIII secolo (Museo Nazionale di Lublino [Siedlecka 1988, p. 102]), sull’orologio rococò di Gottlieb Starbusch di Danzica (Museo Nazionale di Cracovia [Siedlecka 1988, p. 107]), o sull’orologio di Johann Hakel di Leopoli (datato 1760-1780, Castello Reale di Varsavia [Nie tylko Orient 2017, p. 201]).
Nel descrivere l’orologio di Lichty occorre inoltre prestare attenzione alla caratteristica decorazione traforata della corona, tipica delle sue opere, che riproduce l’aquila araldica polacca [cfr. Błażewska 2019, p. 658).
Jacob (Jacobus, Jakub) Lichty (attivo dal 1738 al 1776 circa?) fu menzionato per la prima volta nei registri della corporazione nel 1738. A quel tempo risiedeva in un palazzo al numero 5 di via Grodzka. Nel 1743 si trasferì al numero 7 di via Grodzka, dove gestì la bottega fino al 1758. Sicuramente continuò a esercitare la professione anche dopo quell’anno, sebbene non partecipasse più alle sessioni trimestrali della corporazione. È stato menzionato come orologiaio in attività in un elenco non datato dei maestri della corporazione, redatto probabilmente tra il 1765 e il 1776 [Błażewska 2019, p. 659].
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