Targa rettangolare di grandi dimensioni a carattere storico-devoto, realizzata a mano con una sottile lamiera di rame mediante la tecnica del repoussé sul retro, seguita da cesellatura e incisione sul lato anteriore. Il rilievo è incastonato in una semplice cornice di legno tinto scuro.
La composizione raffigura una ricca scena figurativa che si svolge sotto il baldacchino spiegato della tenda dell’Orda. Nella parte centrale è raffigurato il principe Michał Czernihowski in ginocchio, vestito con abiti riccamente ornati, mentre si rivolge alla figura di Batu-khan in piedi davanti a lui. La scena è accompagnata da numerosi dignitari, membri del seguito principesco e guardie armate. Sul lato destro è raffigurata un’immagine pagana collocata su un alto piedistallo in muratura e un fuoco che arde alla sua base – elementi che rimandano al rituale che il principe si sarebbe rifiutato di compiere.
Le figure sono state rappresentate in modo ieratico e subordinate al ritmo dell’intera composizione. Le loro sagome sono state modellate con un rilievo variegato, mentre i tratti del viso, la barba, le armi e gli ornamenti delle vesti sono stati elaborati mediante una precisa cesellatura e incisione. Lo sfondo trattato in modo sintetico e la profondità spaziale limitata concentrano l’attenzione sul momento drammatico dello scontro.
La scena è circondata da un’ampia bordatura decorativa, ricoperta da un tralcio vegetale stilizzato, rosette e motivi ornamentali angolari. Il campo della rappresentazione è separato dalla cornice da un regolare ornamento a perline. Nella parte inferiore si trova un cartiglio allungato con un’iscrizione redatta in cirillico arcaico:
«La morte martiriale del principe Michail di Chernigov»
(Muczeniczeskaja smiert’ kniazia Michaiła Czernigowskago)
ovvero: «Morte martiriale del principe Michail di Chernihiv».
La rappresentazione si riferisce a Michele Vsevolodovich di Chernihiv, sovrano russo, principe di Chernihiv e di Halych, nonché gran principe di Kiev. Nel 1246 fu convocato alla residenza di Batu-khan. Secondo la tradizione agiografica, egli rifiutò di passare tra i fuochi rituali e di rendere omaggio alle immagini pagane, per cui fu assassinato insieme al boiardo Fëdor che lo accompagnava. Nel 1547 entrambi furono ufficialmente inseriti dalla Chiesa ortodossa nell’albo dei santi martiri. Il rilievo unisce quindi la narrazione storica a un messaggio devozionale, mettendo in luce l’incrollabilità del sovrano e la sua fedeltà alla fede cristiana.
Lamina sottoposta a restauro professionale. Sono visibili restauri localizzati, rinforzi e tracce di riparazioni precedenti, in particolare sul retro, oltre a patina naturale, segni di usura e lievi deformazioni della superficie. Lo stato di conservazione è conforme alla documentazione fotografica.
Dimensioni del rilievo: 44,5 × 55,5 cm
Dimensioni con cornice: 46,5 × 67,5 cm