27 x 34,7 cm - olio su cartone
firmato in basso a sinistra: Pankiewicz
Sul retro: J. Pankiewicz | Sanary 1924
Gli anni Venti del XX secolo segnarono un cambiamento significativo nell’opera di Józef Pankiewicz. L’artista abbandonò gli esperimenti post-cubisti a favore di una tecnica classica, traendo ispirazione dagli studi al Louvre e dall’osservazione diretta della natura. Gli viaggi nel sud della Francia costituirono l’impulso determinante per questi cambiamenti. Stanco della crescente popolarità di Saint-Tropez, nell’estate del 1923 Pankiewicz, insieme alla moglie, scoprì il tranquillo villaggio di pescatori di Sanary-sur-Mer, dove tornò, tra l’altro, nel 1924 – ed è proprio in quel periodo che dipinse il paesaggio qui presentato.
Il quadro è un eccellente esempio del nuovo stile dell’artista. Le forme sono qui costruite con macchie di colore applicate in modo morbido e fluido. La composizione si basa su contrasti raffinati: il verde scuro delle chiome degli alberi si contrappone ai blu chiari del cielo, mentre i toni ruggine e arancioni della terra secca in primo piano si accostano ai gialli e ai turchesi dell’erba. Le pennellate abbozzate conferiscono alla tela un ritmo vibrante, mentre la scelta cromatica ben ponderata accentua l’illusione di profondità spaziale.
Il paesaggio di Sanary coniuga magistralmente la composizione ispirata a Cézanne con una sensibilità impressionista alla luce, vicina alla pittura di Renoir. In quel periodo, le sessioni di pittura en plein air con Pierre Bonnard ebbero un’enorme influenza sullo stile maturo dell’artista. Come sintetizzava Józef Czapski, questa amicizia ebbe un’enorme importanza per l’arte del pittore polacco; tuttavia, fu proprio Pankiewicz a «reagire con maggiore acutezza alle correnti del momento» e a «costruire le sue tele con il colore in modo sempre più consapevole». Il paesaggio qui presentato è la quintessenza della sua pittura paesaggistica matura: armoniosa e intrisa di luce.
Provenienza: dalla collezione di Jerzy Borejsza.
Cfr.: – Józef Pankiewicz 1866-1940. Vita e opera. All’artista nel 140° anniversario della nascita, (a cura di E. Charazińska), MNW, Varsavia 2006, p. 147, n. cat. I/364, ill.
Józef Pankiewicz (Lublino 1866 – Marsiglia 1940), pittore, grafico, docente; negli anni 1884-1885 fu allievo di Wojciech Gerson e Aleksander Kamiński presso la Classe di Disegno di Varsavia. Successivamente studiò per un anno all’Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo. Al suo ritorno si stabilì a Varsavia. All’epoca dipingeva scene di genere realistiche e realizzava anche illustrazioni per riviste varsaviane. Nel 1889, insieme a Władysław Podkowiński, partì per Parigi, dove rimase affascinato dall’impressionismo. Alla fine del secolo realizzò notti e composizioni simboliche. Negli anni successivi viaggiò molto in Europa dipingendo nature morte, paesaggi e ritratti ispirati all’arte giapponese e alla pittura di Renoir, Cézanne e Matisse. Trascorse gli anni dal 1914 al 1919 in Spagna. Dal 1906 fu professore all’Accademia di Belle Arti di Cracovia e, dal 1925, diresse la filiale parigina di tale istituzione, fondata sotto il suo patrocinio. Fu maestro di numerosi pittori coloristi del cosiddetto gruppo dei Kapisti. In quel periodo risiedeva stabilmente a Parigi, mentre trascorreva i mesi estivi nel sud della Francia. Si dedicò alla grafica: le sue opere sono tra i risultati più eccezionali in questo campo dell’arte polacca. Nel 2006, al Museo Nazionale di Varsavia, si tenne la grande mostra «Józef Pankiewicz. Vita e opera», accompagnata da un ampio catalogo che costituiva una monografia ben curata ed esaustiva sull’artista e sulla sua produzione.