60 x 79 cm - olio su tela
in basso a destra: Gauguin | 1896 | TE ARII Vahine
All’opera è allegata una perizia della dott.ssa Anna Żakiewicz del settembre 2026.
Witkacy imparò a dipingere copiando opere famose. Da bambino (circa nel 1892) realizzò una copia del dipinto del padre «Stagnetta nel bosco», intitolata «Interno del bosco» (attualmente conservata al Museo dell’Alta Slesia a Bytom). Negli anni successivi il suo principale maestro divenne Paul Gauguin, grazie all’influenza esercitata dalla mostra postuma del famoso simbolista tenutasi a Vienna nel 1907 nonché Władysław Ślewiński, appartenente alla cerchia dei pittori riuniti attorno a Gauguin, dal quale Witkacy prese lezioni di pittura.
Nel quadro *Te Arii Vahine* di Gauguin, Witkacy individuò la realizzazione più completa delle proprie riflessioni sull’armonia cromatica, che costituivano il pilastro della sua teoria dell’arte (che pubblicò nel 1919 nella tesi *Nuove forme nella pittura e i malintesi che ne derivano*). Prima però di passare all’analisi teorica, mise alla prova questi concetti nella pratica, dipingendo una copia della tela di Gauguin, che considerava un modello esemplare di intense armonie e disarmonie cromatiche. Forse si è avvalso in questa occasione di uno schizzo con l’indicazione dei colori, che potrebbe aver realizzato durante la mostra a Vienna, oppure di una riproduzione fotografica.
Dipingendo sul recto una copia del quadro di Gauguin, fondamentale per le sue riflessioni teoriche, Witkacy utilizzò una tela che presentava sul retro una composizione incompiuta. Lì si trova uno schizzo di figure caricaturali (i cosiddetti «mostri»), che raffigurano probabilmente persone della cerchia sociale dell’artista. Questa rappresentazione fa probabilmente riferimento ai personaggi del romanzo di Tadeusz Miciński *Nietota* (1910) e all’opera dello stesso Witkacy – *622 cadute di Bunga, ovvero La donna demoniaca*.
Il modo di rappresentare le figure si inserisce nello stile dell’opera del pittore dopo il 1910 e presenta analogie con una composizione del 1911, attualmente conservata nelle collezioni del Museo Nazionale di Varsavia. Ciò permette di datare lo schizzo incompiuto agli anni 1910-1911, mentre la copia ispirata a Gauguin, realizzata successivamente, può essere datata intorno al 1911.
Sia il recto che il verso costituiscono un prezioso esempio della produzione giovanile di Witkacy e illustrano il meccanismo di formulazione della sua teoria originale della «Forma Pura».
Secondo la perizia della dott.ssa Anna Żakiewicz
Provenienza: Il dipinto proviene dalla famiglia di Eugenia Dunin-Borkowska – amica e modella che ha posato più volte per i ritratti di Witkacy.
Era proprietaria di una vasta collezione delle sue opere giovanili, gran parte della quale è fortunatamente giunta fino ai nostri giorni grazie ai suoi eredi.
Il dipinto è stato esposto, citato e riprodotto, tra l’altro, in: – Stanisław Ignacy Witkiewicz 1885-1939. Catalogo delle opere pittoriche, a cura di Irena Jakimowicz in collaborazione con Anna Żakiewicz, Varsavia 1990, n. I 257, rip. 14;
– Anna Żakiewicz, Lo spazio cromatico della Forma Pura. Il colore nella teoria e nella pratica creativa di Stanisław Ignacy Witkiewicz, «Przestrzenie Teorii» 2010, n. 14, pp. 123-134, rip.;
– Anna Żakiewicz, La giovinezza di un ragazzino. Sulla produzione giovanile di Stanisław Ignacy Witkiewicz, Danzica 2014, pp. 197-198, repr. 157.
Stanisław Ignacy Witkiewicz (Varsavia 1885 – Jeziory in Volinia 1939) studiò a casa sotto la guida del padre, Stanisław Witkiewicz. Nel 1903 conseguì la maturità a Leopoli. Nel 1904 iniziò a viaggiare, recandosi tra l’altro a Vienna, in Italia, a Monaco di Baviera, a Parigi e a Londra. Negli anni 1904-1910 studiò all’Accademia di Belle Arti di Cracovia con il prof. Józef Mehoffer, con periodi di studio presso Władysław Ślewiński. Nel 1914 partì per l’Australia con la spedizione di Bronisław Malinowski, da lì si recò direttamente a San Pietroburgo, dove, dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale, si arruolò nell’esercito russo. In Russia fu testimone della rivoluzione bolscevica.
Dopo il ritorno in patria nel 1918 entrò a far parte del gruppo dei «Formisti», con cui espose negli anni 1918-1922. Nella pittura di quel periodo si avvicinò maggiormente alla realizzazione della propria teoria della Forma Pura, formulata durante la guerra (essa si applicava anche al teatro). Insieme a Leon Chwistek fu il principale teorico del gruppo. Dopo il 1924 operò come «Firma Portretowa S. I. Witkiewicz», un’impresa individuale che realizzava ritratti su commissione. Allo stesso tempo continuò la sua attività letteraria (drammi, romanzi) e filosofica, ma soprattutto si dedicò all’«arte di vivere», che univa tutte le forme della sua attività e che fu apprezzata solo alla fine del XX secolo. Si suicidò all’inizio della seconda guerra mondiale, il giorno dopo l’aggressione sovietica alla Polonia.