49,4 x 69,4 cm - olio su cartone
firmato in basso a destra: Wlastimil Hofman | 1923
La donna ritratta è l’amata moglie di Wlastimil Hofman: Ada, nata Goller, in prime nozze Hammer. Nata nel 1884, era la tredicesima figlia, tanto a lungo attesa, di Franciszek Goller. Fin dalla più tenera età, il padre le trasmise la propria passione per l’arte, la letteratura e la musica, plasmando la sua sensibilità e i suoi interessi.
Nel 1906 andarono insieme a visitare una mostra del gruppo «Manes». Fu proprio in quell’occasione che Franciszek Goller acquistò il dipinto *Na światło pędzla* di Wlastimil Hofman. L’anno precedente Ada aveva sposato Ludwik Hammer, cugino di Hofman. Il matrimonio, tuttavia, non si rivelò felice e le strade dei coniugi cominciarono presto a separarsi. Ludwik lavorava fino a tarda ora
e si lasciava coinvolgere in numerose relazioni extraconiugali, mentre Ada, senza figli e lasciata a se stessa, sprofondava sempre più nella solitudine. Tutto cambiò quando, su invito di Ludwik, Wlastimil Hofman arrivò a casa loro e vi si stabilì. Ada trascorreva sempre più tempo con l’artista. Li univano lunghe e vivaci conversazioni e interessi comuni. Col tempo iniziò anche ad aiutare Hofman nel suo lavoro: riordinava il suo studio, puliva i pennelli e acquistava i materiali necessari per la pittura. Spesso posava anche per i suoi quadri. Nel 1917 Ada decise di partire con Hofman per Cracovia. La vita nella città di Krak non portò però la tranquillità sperata. Dopo la riconquista dell’indipendenza da parte della Polonia e il crollo dell’Impero austro-ungarico, iniziò il conflitto cecoslovacco-polacco sui confini. Sia Ada che Hofman venivano considerati stranieri, e la loro relazione non ufficiale non faceva che accrescere l’ostilità dell’ambiente circostante. In questa situazione decisero di trasferirsi a Parigi. Nell’aprile del 1920 vi contrassero matrimonio civile, dando inizio a una nuova fase della loro vita insieme. Come coppia sposata, poterono finalmente partecipare apertamente alla vita sociale e costruire il proprio futuro senza ostacoli. Nello stesso anno tornarono a Cracovia, dove crearono una casa piena di calore e amore – un luogo che divenne per loro un rifugio e uno spazio di vita e lavoro condivisi.
La pittura di Hofman si rifà chiaramente allo stile del simbolismo e della «Giovane Polonia». Lo dimostra perfettamente la figura del fauno che nel dipinto accompagna la moglie dell’artista. Sebbene il pittore non avesse figli, questi occupano un posto speciale nella sua arte. Non si tratta solo di semplici ritratti di giovani modelli che frequentavano il suo studio di Cracovia. I bambini nei suoi dipinti diventano soprattutto simboli di significati nascosti.
Vlastimil Hofman / Vlastimil Hofmann (Praga 1881 - Szklarska Poręba 1970) studiò alla Scuola di Belle Arti di Cracovia, inizialmente sotto la guida di Florian Cynka, poi anche con Jan Stanisławski, Leon Wyczółkowski e Jacek Malczewski. Negli anni 1899-1902 studiò anche con Jean Léon Gérôme all’École des Beaux-Arts di Parigi. Durante la prima guerra mondiale soggiornò a Praga e a Parigi; dal 1920 visse stabilmente a Cracovia. Espose spesso; fece parte di numerose associazioni artistiche: fu cofondatore del «Gruppo dei Cinque» (1905) e del «Gruppo Zero» (1908), membro dell’Unione degli Artisti Cechi «Manes» e, dal 1911, membro dell’Associazione degli Artisti Polacchi «Sztuka». Durante la seconda guerra mondiale, passando per l’URSS e la Turchia, raggiunse Gerusalemme, da dove nel 1946 tornò a Cracovia. Dal 1947 visse stabilmente a Szklarska Poręba. Hofman dipingeva soprattutto composizioni fantastico-simboliche con motivi popolari, oltre a scene di genere, ritratti e paesaggi. I suoi dipinti, nonostante le strette analogie e i legami con l’arte di Malczewski, si distinguono sempre per il loro carattere, stile e atmosfera unici.