Władysław Alojzy JAHL (1886–1953)
“Scena del sabato”, 1945
Tecnica: olio su cartoncino
Dimensioni: 26 × 34 cm (dalla parte superiore alla parte inferiore), 40 × 48 cm (con cornice)
Firma: firmato nell’angolo in basso a destra: Jahl
Sul retro: controfirmato e datato: Jahl 1945
Stato di conservazione: buono (lievi segni di usura visibili, crepe in alcune parti dell’impasto)
La cupa ed espressiva «Scena del sabba» di Władysław Jahl è un esempio eccezionale del suo fascino per il mondo fantastico, fiabesco e occultistico, presente nella sua opera matura. Il dipinto raffigura un misterioso raduno di personaggi – con una figura femminile al centro, un falò ardente, creature alate e ombre che ricordano spiriti o partecipanti al rituale.
La tavolozza dei colori è limitata a caldi toni di marrone, arancione e rosso, il che accentua l’impressione di inquietudine e di stato di trance della scena. Le tracce di pennellate espressionistiche e la libertà tecnica avvicinano questa composizione alla pittura simbolica e visionaria.
Il dipinto è stato realizzato nel 1945, verso la fine della vita dell’artista, quando si era ormai stabilito a Parigi – e costituisce una testimonianza dell’esplorazione personale e spirituale e della forte immaginazione plastica di Jahl.
Władysław Adam Alojzy Jahl (1886-1953) – pittore, grafico e scenografo polacco, legato all’École de Paris.
Ha studiato giurisprudenza all’Università di Leopoli e storia dell’arte all’Università Jagellonica. Negli anni 1912–1914 si formò a Parigi all’Académie de la Grande Chaumière, poi – durante la prima guerra mondiale – partì per la Spagna, dove dal 1917 studiò sotto la guida di Józef Pankiewicz. Nel 1918 partecipò a una mostra di pittura a Madrid.
Dal 1920 si stabilì definitivamente a Parigi, dove frequentò gli ambienti dell’École de Paris. Visse, tra gli altri, con Moïse Kisling ed era molto legato a Mela Muter, con la quale, dopo la guerra, condivise lo studio. Partecipò ai più importanti saloni parigini: il Salon d’Automne, il Salon des Indépendants e la mostra al Musée des Arts décoratifs (1919). Espose anche a New York e in Polonia.
Nel 1935 fu tra i fondatori del Gruppo Parigino degli Artisti Polacchi. Tornava regolarmente in Spagna, dove fu, tra l’altro, scenografo del Teatro Odeon di Madrid e redattore grafico di diverse riviste d’arte. Nella sua opera sono evidenti le influenze dell’ultraismo, dell’espressionismo e del simbolismo.
Durante la Seconda guerra mondiale soggiornò a Voiron, in Francia, nei pressi di Grenoble. In quel periodo andò perduta gran parte della sua opera, rimasta nel suo studio parigino. Dopo la guerra, negli anni 1947–1948, utilizzò l’atelier di Meli Muter.
La sua pittura coniuga l’espressività con la riflessione simbolica, affrontando spesso temi di carattere spirituale, visionario o metaforico.
Morì nel 1953 a Parigi. Fu sepolto nel cimitero di Montrouge.



