Jerzy DUDA-GRACZ (1941 Częstochowa - 2004 Łagów)
"Yom Kippur", 1966
Olio, tela incollata su legno, 41 × 21 cm + legatura
Firmato e datato sul retro; sul retro anche la descrizione dell'autore con il titolo ("YOM KIPUR... 21×41 cm... 1966") e un'iscrizione in ebraico.
Etichetta conservata dello studio di incorniciatura (New York, Madison Avenue).
Il titolo "Yom Kippur" (Giorno dell'espiazione) indirizza l'interpretazione verso i temi del sacro, dell'esame di coscienza e della memoria collettiva. Si tratta di un'opera iniziale - della metà degli anni Sessanta - che mostra l'interesse dell'artista per la condizione umana e il "teatro" delle esperienze di frontiera, prima che il suo linguaggio visivo maturasse nella successiva e ampiamente riconoscibile satira e deformazione in costume realistico. Duda-Gracz rimane uno dei più importanti commentatori della realtà polacca del dopoguerra; parallelamente, ha affrontato anche temi religiosi e morality play in cicli più ampi (comprese realizzazioni su temi sacri).
Jerzy Duda-Gracz (1941, Częstochowa - 2004, Łagów) - pittore, disegnatore, grafico e scenografo polacco, una delle personalità più importanti e riconoscibili dell'arte polacca della seconda metà del XX secolo. Si è laureato presso la Facoltà di Arti Grafiche dell'Accademia di Belle Arti di Katowice (diploma nel 1968). Divenne famoso per la sua osservazione intransigente e moralista della società: creava figurazioni con una forte carica satirica, spesso deformando consapevolmente figure e situazioni per far emergere la verità sulle debolezze umane, sui costumi e sui meccanismi dell'immaginario collettivo.
Un filone importante, meno frequentemente sottolineato, della sua opera giovanile è quello dei temi ebraici. Questo filone è stato presente fin dall'inizio: negli anni Sessanta, quando era ancora studente di un liceo artistico, ha tenuto corsi di disegno per la comunità ebraica di Częstochowa, poi anche di Katowice, e come tesi di diploma ha preparato una serie di opere grafiche intitolate Judaika. Nei decenni successivi, l'artista ha sviluppato il proprio linguaggio pittorico in numerosi cicli, combinando il realismo di bottega con il grottesco, il simbolismo e la riflessione etica; parallelamente, ha affrontato anche temi sacri, culminando in realizzazioni monumentali, tra cui "Golgotha Jasnogórska" (2001).



