gouache, acquerello/carta, 97 x 48 cm
firmato e datato p.d.: Lebenstein 88
Studia pittura all'Accademia di Belle Arti di Varsavia (1948-54), partecipa a una mostra all'Arsenale (1955). Dal 1956 collabora con il Teatro di Tarczynska creato da Miron Białoszewski. Nel 1959 vince il premio principale alla Prima Biennale dei Giovani di Parigi, dove si stabilisce definitivamente.
L'opera è associata al tema delle storie bibliche, alle quali l'artista fa spesso riferimento realizzando numerose illustrazioni (come al testo dell'Apocalisse appena tradotto da Czesław Miłosz) e progettando decorazioni monumentali (tra le altre, vetrate). A partire dagli anni Settanta ha utilizzato un tratto caratteristico e sottile, che combina in modo straordinario economia di espressione ed eccesso barocco. Il soggetto e il carattere delle opere fondono un binomio quasi impossibile da combinare: ascetismo ed erotismo. Grazie a questi trattamenti, il campo dell'interpretazione si apre e la scena stessa sfugge a una lettura univoca.
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