Litografia a colori, carta Magnani di Pescia 47 x 32 cm; firmata sulla lastra in basso a sinistra “Dali”; il foglio è provvisto della carta velina protettiva originale con la scritta “TAVOLA VII” (tavola VII); ogni tavola del ciclo è associata a un capitolo specifico delle Memorie di Casanova – la tavola VII al capitolo intitolato «Una Cenetta Stimolante» (Una cena stimolante). Editore: Delfino Edizioni D’Arte Roma; tiratura 1500 esemplari; era numerata solo l’intera cartella, questa n. 0294
Riferimenti: “The Official Catalog of the Graphic Works of Salvador Dalí” di Albert Field. Rif. 76-4 – I – pag. 32; catalogo ragionato di Michler e Lopsinger n. 174-187
La carta utilizzata per questa edizione è stata prodotta a mano appositamente per essa dalla ditta Magnani di Pescia, fondata nel 1481 e che ancora oggi produce carta «fatta a mano» con metodi elaborati nel XV secolo e perfezionati nel XVIII.
Dali, con l’aiuto di Gala, scrisse un libro di cucina, *Les Diners de Gala*, 1973, in cui inserì un cocktail di sua invenzione e lo chiamò «Casanova», un intrigante mix di succo d’arancia, Campari, zenzero, brandy e pepe di Cayenna.
Giacomo Casanova, cavaliere di Seingalt (nato il 2 aprile 1725 a Venezia, morto il 4 giugno 1798 a Duchcov) – avventuriero, viaggiatore e letterato europeo. Con le sue memorie (Storia della mia vita), che descrivono in modo vivace la vita nelle capitali europee del XVIII secolo, si è guadagnato un posto nella memoria collettiva, e alle numerose descrizioni delle sue conquiste amorose ivi contenute deve il fatto che il suo cognome sia diventato in molte lingue sinonimo di seduttore.Nel 1765 Casanova giunse a Varsavia, dove fu accolto con cordialità dal re Stanislao Augusto Poniatowski. Sperava di diventare segretario reale, ma dopo un duello a pistole nel marzo del 1766, nel quale ferì gravemente all’addome il gran ciambellano della Corona Francesco Saverio Branicki (la causa era una ballerina italiana, Teresa Casaci), la sua vita iniziò a essere seriamente minacciata dai sostenitori di Branicki. Casanova dovette nascondersi nel convento dei Riformati in via Senatorska.
Lasciò la Polonia intorno al 1767, questa volta saldando tutti i debiti (Casanova partiva da ogni paese lasciando dietro di sé ingenti debiti) poiché dal re Stanislao Augusto ricevette a tal fine 200 ducati, (circa 24.000 euro).
Le cornici visibili nelle immagini hanno carattere illustrativo e non costituiscono un’offerta commerciale.